Martedì pomeriggio abbiamo incontrato le associazioni e gli operatori culturali nella sede del Comitato elettorale. Più di sessanta protagonisti della cultura presenti, molti gli interventi.

E’ emersa la necessità di confronto, la richiesta di piattaforme di progettazione comuni, di reti settoriali e interdisciplinari, per sviluppare al massimo le potenzialità di centinaia di soggetti per far crescere la cultura e la città. Una città, Forlì, già sede di eccellenze e di progetti in cantiere, di portata internazionale.
E’ stato posto l’accento sulla necessità di mappare il patrimonio di edifici di valore presenti in città, trovando loro una vocazione specifica e risorse per la gestione, nella convinzione che una politica culturale lungimirante richieda un impegno consistente dell’ente comunale.
Si è parlato della natura specifica della produzione artistica, associativa e identitaria, ma necessariamente aperta a nuovi scenari e nuove forme di produzione e rete.
Sono state testimoniate la vivacità della scena musicale e teatrale che si aggregano e crescono in forme proprie, a partire dalle realtà giovanili fatte di piccoli gruppi informali che, a volte, si muovono fuori della portata dei radar delle istituzioni e dell’informazione; da qui la proposta di un “Antenna per la Cultura”, una sorta di servizio che semplifichi le pratiche necessarie a svolgere le attività e indirizzi le associazioni a trovare sinergie e nuove dimensioni.

Una indicazione diffusa è stata la necessità di far funzionare a pieno ritmo, come occasioni per la città e per i diversi settori dell’arte e della cultura, contenitori straordinari come il San Domenico e il San Giacomo.

Abbiamo prefigurato un metodo nuovo da costruire assieme (Comune, Istituzioni, Privati) forme di co-progettazione delle attività, delle reti e degli interventi strutturali e abbiamo dato appuntamento a tutti per una tre giorni di discussione e di elaborazione, se sarò eletto, tra pochi mesi.