PROGRAMMA IN 10 PUNTI DEL CANDIDATO SINDACO GIORGIO CALDERONI

1. L’idea di città: FORLÌ CITTÀ DELLA COLLABORAZIONE.

La collaborazione civica e la co-progettazione saranno la “filosofia di governo” della coalizione di  centrosinistra che si propone agli elettori forlivesi per amministrare la città nei prossimi 5 anni.

Il Comune fa un passo indietro, i cittadini, le loro associazioni, le loro organizzazioni, i “corpi intermedi” fanno un passo avanti.

Cambia il ruolo del Comune: da gestore di procedure amministrative ad attuatore di relazioni e risorse per la costruzione di politiche pubbliche cittadine condivise con i cittadini e le altre istituzioni e indirizzate

  • alla cura e manutenzione della città (mobilità, ambiente, verde, centro storico)
  • alla cura della comunità: la collaborazione pubblico-privato in ogni ambito della vita cittadina (economico, culturale, sportivo, educativo, sanitario);
  • alla cura delle persone (a partire dalle più fragili: bambini e anziani, malati, soggetti svantaggiati o con disabilità) secondo un welfare di comunità e la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia il 27 febbraio 2009.

Gli strumenti sono: gli accordi e i patti sottoscritti tra il Comune, i cittadini, i loro organismi, i quartieri; il “baratto amministrativo” e il “dibattito pubblico” previsti dal Codice degli appalti del 2016; un Patto per il lavoro a livello territoriale; la risposta all’esigenza di sicurezza estendendo e rafforzando le esperienze di sicurezza partecipata (controllo di vicinato) già esistenti in città; attivazione di una rete di solidarietà territoriale, come quella di Firenze.

2. LA FORLÌ DEL 2030: UNA CITTA’ INNOVATIVA, INCLUSIVA E SOSTENIBILE

Occorre guardare avanti, al futuro, alla Forlì del 2030, in sintonia con l’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile e i suoi 17 obiettivi tra cui:

  • Obiettivo 4: fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;
  • Obiettivo 7: energia da fonti rinnovabili, risparmio energetico, verso una società plastic free;
  • Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  • Obiettivo 11: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili, a partire dalla mobilità urbana
  • Obiettivo 13: il Comune promuoverà azioni per combattere il cambiamento climatico

Sempre più le grandi città del mondo guardano alla qualità della vita, all’inclusione di tutti nei processi di sviluppo e alla capacità di usare l’innovazione come strumento per vivere meglio.

Sempre più le aziende e gli investitori guardano alla qualità della vita di un territorio per decidere se insediarsi e investire in esso.

La città di Forlì, la sua comunità, il suo Comune devono puntare sulla grande potenzialità e capacità attrattiva espressa dal loro capitale umano e sociale: oggi la globalizzazione e la competizione planetaria richiedono a una comunità di investire sulle persone per costruire il proprio futuro.

La città di Forlì si deve dotare di un proprio Piano strategico per il 2030 e valutare la fattibilità di un progetto volto a dar vita a una vera e propria Agenzia per il Piano strategico, tenendo conto dell’esperienza maturata dall’Agenzia omonima esistente nella vicina Rimini dal 2013.

 

3. UN COMUNE CHE CAMBIA IN PRIMO LUOGO SE STESSO

Qualsiasi processo di cambiamento deve partire in primo luogo da se stessi: questo vale anche per il Comune di Forlì se vuole chiamare i cittadini e la sua comunità a un nuovo rapporto governanti/governati, a una democrazia collaborativa, alla responsabilità civica.

La piramide va dunque rovesciata:

  • La dimensione orizzontale e il lavoro per progetti devono essere sempre di più il modo di lavorare degli Uffici comunali;
  • Il vertice amministrativo del Comune va riorganizzato, unificando le figura del Segretario generale e del Direttore generale, concentrando le funzioni di segreteria di Sindaco e assessori in uno staff collegiale e flessibile e prevedendo un piccolo Ufficio di ricerca incaricato di contribuire al disegno della Forlì del 2030;
  • il Comune fuori dal palazzo comunale: istituzione di un ufficio dedicato esclusivamente ai rapporti con i Quartieri, diretto da un Dirigente unico e costituito da “impiegati di strada” che si rapportino con i Quartieri “scendendo” periodicamente nel territorio per ascoltarne le esigenze, agendo come mediatori, costruttori di relazioni partecipate, generatori di risposte e soluzioni.

Un Comune “facilitatore”: creazione di uno sportello comunale che in sinergia e collaborazione con le strutture esistenti (come Assiprov) aiuti soprattutto i gruppi informali a realizzare le iniziative di ogni tipo (aggregativo, sportivo, ricreativo, educativo) rivolte alla comunità (accordi quadro con gli istituti assicurativi e SIAE; interlocuzione con gli organi preposti alla sicurezza come VV.FF, AUSL, forze dell’ordine).

Un Comune “semplificato”: impegno prioritario a semplificare:

  • la regolamentazione comunale, laddove essa risenta di impostazioni culturali non più al passo coi tempi o risulti il frutto di un approccio “ipernormativo”;
  • le procedure interne, al fine di snellirle e orientare anche gli uffici comunali all’ottica della collaborazione e della co-progettazione
  • questi processi riformatori garantiscono legalità e trasparenza effettive nell’azione dell’amministrazione comunale e nel ruolo comunale di presidio della legalità all’interno del proprio territorio.

4. IL COMUNE E IL TERRITORIO FORLIVESE: L’UNIONE DEI COMUNI.

Forlì e le sue tre valli sono una risorsa reciproca (basti pensare allo sviluppo del turismo occasionato dalle mostre annuali del San Domenico e la complementare forza attrattiva rappresentata dal Parco delle Foreste Casentinesi): il progetto dell’Unione dei Comuni va rilanciato, ponendo mano a un nuovo patto fondativo con una nuova governance che veda capofila Comune e Sindaco di Forlì e nuove funzioni (ad es. servizi sociali e culturali) attribuite all’Unione, sul modello di Unioni vicine e in modo da acquisire maggior forza “contrattuale” nei confronti della Regione.

 

5. FORLI’ E IL TERRITORIO ROMAGNOLO: IL SISTEMA ROMAGNA

E’ sotto gli occhi di tutti l’esigenza irrinunciabile di pensare e pensarsi in logica “sistemica” di area vasta nei settori fondamentali (infrastrutture e viabilità, sanità e servizi pubblici, rapporti con la Regione e con le Istituzioni che operano a livello regionale, in primo luogo l’Università): senza campanilismi di vecchia o nuova data, ma anche salvaguardando le specificità e le eccellenze che caratterizzano la nostra città.

Oltre alla piena assunzione di responsabilità e di ruolo attivo all’interno degli organismi che – come in Sanità – attribuiscono specifici compiti e funzioni ai Sindaci del territorio, il Comune di Forlì dovrà farsi promotore di un primo passo significativo nella logica di un “sistema Romagna”, che potrebbe essere inizialmente rappresentato dalla formalizzazione di un confronto periodico fra i Sindaci delle principali città della Romagna.

 

6. UN PATTO COMUNALE PER IL LAVORO

Sulla scia del Patto regionale per il lavoro siglato il 20 luglio 2015, uno dei primi atti della futura amministrazione di centrosinistra sarà la sottoscrizione di un patto comunale per il lavoro con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le associazioni di categoria, le istituzioni pubbliche insistenti sul territorio, le istituzioni scolastiche e universitarie, gli istituti di credito, la locale Fondazione bancaria, il terzo settore.

Il patto potrebbe/dovrebbe esemplificativamente riguardare:

  • L’approntamento di procedure specifiche e la determinazione di tempi certi per miglioramento/realizzazione di insediamenti produttivi;
  • Esperienze innovative e collaborative di welfare aziendale e pluriaziendale in un’ottica di servizi anche di comunità
  • Studio e realizzazione di sistemi di mobilità sostenibile (trasporti pubblici, bici, mezzi di trasporto privati condivisi) da e per le zone residenziali e le zone industriali e artigianali;
  • riduzione della tassazione (es. IMU) per le imprese virtuose che investono e si certificano in sicurezza lavorativa e ambiente
  • sostegno e incentivi all’auto-imprenditorialità (a partire dal microcredito) e ai progetti di “impresa rigenerata” (workers buyout, cioè acquisto di una società da parte dei suoi dipendenti)
  • azioni positive in direzione dell’economia circolare

7.  PORTARE A COMPIMENTO I “CANTIERI” IN CORSO, CON ALCUNE PRIORITA’.

Ogni buon padre di famiglia sa che suo primo compito è quello di portare a termine i progetti avviati e non ancora conclusi da chi lo ha preceduto.

La coalizione di centrosinistra che si propone di governare la città nel quinquennio 2019-2024 non intende sottrarsi a questa regola di buongoverno e di buonsenso.

L’amministrazione di centrosinistra uscente lascia in eredità molte cose buone e numerosi progetti e cantieri di idee e di lavori tuttora in corso: primo impegno di chi si candida a succederle è, dunque quello di portare a compimento questi cantieri.

Tuttavia, proprio una buona amministrazione deve sapere indicare alla città e alla propria azione alcune priorità in ordine di tempo e di impiego delle risorse a disposizione.

Tra queste la coalizione di centrosinistra indica:

a) per la viabilità:

il definitivo completamento della tangenziale
L’approvazione e il finanziamento del progetto ANAS per la realizzazione del 3° lotto è un’occasione da non perdere per completare insieme l’opera mancante (Tangenziale ovest) e “chiudere” l’anello con l’impegno comune di tutte le componenti della vita cittadina
realizzazione del collegamento Forlì Cesena, a partire dal lotto già finanziato di raccordo tra zona industriale di Forlì e circonvallazione di Forlimpopoli.
realizzazione di un adeguato e moderno collegamento tra Forlì e Ravenna che superi le criticità dell’attuale assetto della SS 67

b) la ristrutturazione e sistemazione definitiva del palazzo del Merenda (attuale sede della biblioteca comunale e della collezione Piancastelli)

c) la chiusura del secondo chiostro dell’ex convento San Domenico, quale precisa condizione posta dal M.I.B.A.C. per procedere agli ulteriori stralci (Giardino dei Musei)

 

8. SPAZIO ALLA CREATIVITA’ ARTISTICA delle giovani generazioni, alla generosità di artisti forlivesi più attempati, all’ospitalità di artisti di altre terre.

La città di Forlì vanta uno straordinaria ricchezza di esperienze ed espressioni artistiche, musicali, teatrali messe in campo soprattutto dalle giovani generazioni e favorite dalla immissione di freschezza apportata al tessuto cittadino dagli studenti del campus universitario.

Si tratta, tuttavia, anche di uno dei frutti più fecondi delle intuizioni e dei progetti delle amministrazioni di centrosinistra degli anni ’80 del secolo scorso: il Progetto giovani e i Centri giovanili.

In forme nuove, quelle intuizioni possono essere riprese pensando a un possibile utilizzo di una o più strutture in corso di ristrutturazione o da ammodernare (Foro Boario, Campostrino, Fabbrica delle candele) come “casa comune” di queste esperienze ed espressioni artistiche.

Al contempo, altre strutture pubbliche attualmente oggetto di intervento potrebbero essere utilizzate per ospitare originali collezioni permanenti che artisti forlivesi affermatisi in campi particolari (libri pop up; macchine e sculture “viventi”) potrebbero essere disponibili a donare alla città.

Infine, la città di Forlì potrebbe mettere a disposizione di artisti nazionali e internazionali alcune “residenze d’artista” per soggiorni “creativi”, realizzazione di laboratori e di esposizioni di quanto realizzato durante questi soggiorni.

 

9. FORLI’ ANCORA PIU’ VERDE ANCHE CON L’IMPEGNO ATTIVO DEI SUOI CITTADINI

Già oggi Forlì è una delle città più verdi d’Italia: ma questa positiva specificità va incrementata.

Accanto all’attuale parco urbano, l’attuale polmone verde del fiume Ronco, già per buona parte classificato come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) a livello europeo potrebbe dar vita a un vero e proprio parco periurbano, di tipo seminaturalistico, posto tra il Ronco, Forlimpopoli e Carpena, lungo il corso terminale del Bidente.

Andrebbero create poi delle vere proprie “cinture verdi” attorno alla città e nuove aree verdi urbane, pubbliche e private, in modo da mitigare il fenomeno del riscaldamento climatico, particolarmente avvertibile nei centri storici.

Il servizio di manutenzione del verde pubblico va conseguentemente rafforzato e integrato/implementato con la collaborazione dei cittadini e dei quartieri, attraverso gli strumenti (accordi, “baratto amministrativo”) indicati al punto 1.

 

10. RIGENERAZIONE E RESIDENZIALITA’ATTRATTIVA IN CENTRO STORICO.

La rigenerazione urbana deve mirare a rendere nuovamente attrattiva la residenzialità in centro storico e dunque favorire un incremento dei suoi abitanti.

Questa è la strada maestra per la soluzione dei problemi che attualmente si presentano nel nostro come nella maggior parte dei centri storici.

Un priorità consiste nel rivedere la specifica regolamentazione edilizia comunale al fine di poter realizzare in centro storico interventi che consentano il massimo utilizzo, vivibilità e dislocazione interna degli immobili e dei locali esistenti senza alcun aumento di volume e consumo di suolo: il tutto al fine di conseguire la sicurezza statica e antisismica degli immobili e la loro sostenibilità energetica e ambientale anche in centro storico, usufruendo delle relative agevolazioni fiscali.

Al contempo si tratta di offrire maggiore opportunità di parcheggio e sosta a residenti e non, attraverso un’opera di ristrutturazione e rifunzionalizzazione (sotto il profilo architettonico, del pregio e dell’utilizzo diversificato anche in forme di affitto/vendita di posti auto) dei parcheggi già oggi esistenti in centro e di cui non sono sfruttate le potenzialità (via dei Girolimini, via Lombardini, ex VV.FF.) o sono attualmente chiusi (parcheggio Vittoria).

Ciò consentirebbe di liberare dalle auto non solo alcune strade ma anche alcune delle nostre piazze più belle o, inizialmente, porzioni di esse.