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Un antenna per la cultura a Forlì

Martedì pomeriggio abbiamo incontrato le associazioni e gli operatori culturali nella sede del Comitato elettorale. Più di sessanta protagonisti della cultura presenti, molti gli interventi.

E’ emersa la necessità di confronto, la richiesta di piattaforme di progettazione comuni, di reti settoriali e interdisciplinari, per sviluppare al massimo le potenzialità di centinaia di soggetti per far crescere la cultura e la città. Una città, Forlì, già sede di eccellenze e di progetti in cantiere, di portata internazionale.
E’ stato posto l’accento sulla necessità di mappare il patrimonio di edifici di valore presenti in città, trovando loro una vocazione specifica e risorse per la gestione, nella convinzione che una politica culturale lungimirante richieda un impegno consistente dell’ente comunale.
Si è parlato della natura specifica della produzione artistica, associativa e identitaria, ma necessariamente aperta a nuovi scenari e nuove forme di produzione e rete.
Sono state testimoniate la vivacità della scena musicale e teatrale che si aggregano e crescono in forme proprie, a partire dalle realtà giovanili fatte di piccoli gruppi informali che, a volte, si muovono fuori della portata dei radar delle istituzioni e dell’informazione; da qui la proposta di un “Antenna per la Cultura”, una sorta di servizio che semplifichi le pratiche necessarie a svolgere le attività e indirizzi le associazioni a trovare sinergie e nuove dimensioni.

Una indicazione diffusa è stata la necessità di far funzionare a pieno ritmo, come occasioni per la città e per i diversi settori dell’arte e della cultura, contenitori straordinari come il San Domenico e il San Giacomo.

Abbiamo prefigurato un metodo nuovo da costruire assieme (Comune, Istituzioni, Privati) forme di co-progettazione delle attività, delle reti e degli interventi strutturali e abbiamo dato appuntamento a tutti per una tre giorni di discussione e di elaborazione, se sarò eletto, tra pochi mesi.

Un antenna per la cultura a Forlì2019-05-23T12:36:48+00:00

Lo sport a Forlì, verso il 2030

Forlì è da sempre una città di Sport e lo dimostrano i “numeri”: delle sue società sportive, piu di 350, dei suoi tesserati e appassionati, più del 35% della popolazione attiva nella nostra città, dei suoi numerosi impianti, 28 impianti in gestione esternalizzata alle società sportive, 32 palestre scolastiche e tre palazzi dello sport gestiti direttamente.

In questi anni tanti progetti, tante manifestazioni dal locale all’internazionale – dai Giri d’Italia alla Fed Cup passando per le Final Four di Supercoppa, alla nomina di Città Europea dello Sport 2018 ed il Forlì International FICTS Festival – molte delle quali quotidianamente curate dalla spina dorsale del nostro movimento sportivo, quello dilettantistico e giovanile, che si muove all’interno della nostra comunità collaborando e portando alla luce un legame vitale e profondo con il suo tessuto economico e sociale. Non in ultimo, la due giorni convegnistica, di concerto con tutte le realtà sportive “I cantieri dello Sport”, che hanno definito un vero e proprio programma per la politica sportiva della prossima amministrazione. Abbiamo investito nelle politiche sportive per promuovere una vera e propria cultura sportiva che sia un modello di cittadinanza attiva, un indiscutibile elemento di prevenzione, benessere e integrazione. Da qui si va avanti: investendo sempre di più nell’impiantistica sportiva, riqualificando e aumentando gli spazi dedicati alla pratica sportiva, per tutti. Stringendo ancora più forti legami con il mondo della scuola, con la città tutta per portare sempre più persone a fare sport. Continuando a fare squadra.

I Candidati al Consiglio comunale a sostegno di Giorgio Calderoni

Sara Samorì assessore sport uscente
Marco Bandini
Chiara Domeniconi
Antonella Greggi
Tania Romualdi
Cristina Rossantini

Lo sport a Forlì, verso il 20302019-05-16T18:20:58+00:00

Forlì città della bella educazione

Un’agenda cittadina di idee e proposte per l’educazione

Ecco il contributo dei candidati del mondo dell’educazione delle cinque liste che sostengono il candidato Sindaco Giorgio Calderoni.

Dieci idee per pensare in grande.

Per leggere e scarica tutto il documento, clicca qui su questo link: 10 idee per la Scuola

Forlì città della bella educazione2019-05-15T13:03:14+00:00

Ecco il sondaggio di maggio!

Ecco il sondaggio che ha realizzato l’istituto Piepoli tra la fine di aprile e i primi giorni di Maggio.

Calderoni e Zattini sono dati entrambi al 33%!

Il sottosegretario Jacopo Morrone ha tutto il diritto di sperare che i risultati dell’ultimo sondaggio sul voto a Forlì non siano confermati.
Definire il sondaggio, svolto all’inizio di maggio dall’Istituto Piepoli, un “sondaggio farsa” significa non avere il minimo rispetto per un’azienda accreditata e per chi ci lavora. Se il sottosegretario aveva dati difformi, sarebbe stato serio pubblicarli; lo stesso valga per il candidato sindaco del centrodestra che ha utilizzato l’espressione (per la verità linguisticamente enigmatica) “sondaggi tarocchi”.

Il sondaggio è stato presentato nella conferenza stampa del 9 maggio e illustrato in tutti i suoi dettagli, in sintesi:
• intenzioni di voto per i candidati Sindaco: Zattini 33%, Calderoni 33%, Vergini 18%, Ravaioli 8%, San Vicente 8%.
• ballottaggio con una prospettiva nettamente favorevole per Giorgio Calderoni.

Clicca qui sotto per visualizzare il PDF completo:

SONDAGGIO

Ecco il sondaggio di maggio!2019-05-13T16:35:41+00:00

Nuovi volantini!

 

Da martedì pomeriggio sarà possibile passare dal Comitato Elettorale per ritirare il nuovo materiale informativo in cui sono espressi le nostre idee per Forlì!

 

Se volete scaricarlo e stamparlo, lo trovate qui:
pieghevole_stampa

Nuovi volantini!2019-05-02T12:40:32+00:00

Ecco il programma ufficiale!

1) L’idea di città: FORLÌ CITTÀ DELLA COLLABORAZIONE.

La collaborazione civica e la co-progettazione saranno la “filosofia di governo” della coalizione di centrosinistra che si propone agli elettori forlivesi per amministrare la città nei prossimi 5 anni.

Il Comune fa un passo indietro, i cittadini, le loro associazioni, le loro organizzazioni, i “corpi intermedi” fanno un passo avanti.

Cambia il ruolo del Comune: da gestore di procedure amministrative ad attuatore di relazioni e risorse per la costruzione di politiche pubbliche cittadine condivise con i cittadini e le altre istituzioni e indirizzate

  • alla cura e manutenzione della città (mobilità, ambiente, verde, centro storico)
  • alla cura della comunità: la collaborazione pubblico-privato in ogni ambito della vita cittadina (economico, culturale, sportivo, educativo, sanitario);
  • alla cura delle persone (a partire dalle più fragili: bambini e anziani, malati, soggetti svantaggiati o con disabilità) secondo un welfare di comunità e la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia il 27 febbraio 2009.

Gli strumenti sono: gli accordi e i patti sottoscritti tra il Comune, i cittadini, i loro organismi, i quartieri; il “baratto amministrativo” e il “dibattito pubblico” previsti dal Codice degli appalti del 2016; un Patto per il lavoro a livello territoriale; la risposta all’esigenza di sicurezza estendendo e rafforzando le esperienze di sicurezza partecipata (controllo di vicinato) già esistenti in città; attivazione di una rete di solidarietà territoriale, come quella di Firenze.

 

2) LA FORLÌ DEL 2030: UNA CITTÀ INNOVATIVA, INCLUSIVA E SOSTENIBILE

Occorre guardare avanti, al futuro, alla Forlì del 2030, in sintonia con l’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile e i suoi 17 obiettivi tra cui:

  • Obiettivo 4: fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;
  • Obiettivo 7: energia da fonti rinnovabili, risparmio energetico, verso una società plastic free;
  • Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  • Obiettivo 11: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili, a partire dalla mobilità urbana
  • Obiettivo 13: il Comune promuoverà azioni per combattere il cambiamento climatico

Sempre più le grandi città del mondo guardano alla qualità della vita, all’inclusione di tutti nei processi di sviluppo e alla capacità di usare l’innovazione come strumento per vivere meglio.

Sempre più le aziende e gli investitori guardano alla qualità della vita di un territorio per decidere se insediarsi e investire in esso.

La città di Forlì, la sua comunità, il suo Comune devono puntare sulla grande potenzialità e capacità attrattiva espressa dal loro capitale umano e sociale: oggi la globalizzazione e la competizione planetaria richiedono a una comunità di investire sulle persone per costruire il proprio futuro.

La città di Forlì si deve dotare di un proprio Piano strategico per il 2030 e valutare la fattibilità di un progetto volto a dar vita a una vera e propria Agenzia per il Piano strategico, tenendo conto dell’esperienza maturata dall’Agenzia omonima esistente nella vicina Rimini dal 2013.

 

3) UN COMUNE CHE CAMBIA IN PRIMO LUOGO SE STESSO

Qualsiasi processo di cambiamento deve partire in primo luogo da se stessi: questo vale anche per il Comune di Forlì se vuole chiamare i cittadini e la sua comunità a un nuovo rapporto governanti/governati, a una democrazia collaborativa, alla responsabilità civica.

La piramide va dunque rovesciata:

  • La dimensione orizzontale e il lavoro per progetti devono essere sempre di più il modo di lavorare degli Uffici comunali;
  • Il vertice amministrativo del Comune va riorganizzato, unificando le figura del Segretario generale e del Direttore generale, concentrando le funzioni di segreteria di Sindaco e assessori in uno staff collegiale e flessibile e prevedendo un piccolo Ufficio di ricerca incaricato di contribuire al disegno della Forlì del 2030;
  • Il Comune fuori dal palazzo comunale: istituzione di un ufficio dedicato esclusivamente ai rapporti con i Quartieri, diretto da un Dirigente unico e costituito da “impiegati di strada” che si rapportino con i Quartieri “scendendo” periodicamente nel territorio per ascoltarne le esigenze, agendo come mediatori, costruttori di relazioni partecipate, generatori di risposte e soluzioni.

Un Comune “facilitatore”: creazione di uno sportello comunale che in sinergia e collaborazione con le strutture esistenti (come Assiprov) aiuti soprattutto i gruppi informali a realizzare le iniziative di ogni tipo (aggregativo, sportivo, ricreativo, educativo) rivolte alla comunità (accordi quadro con gli istituti assicurativi e SIAE; interlocuzione con gli organi preposti alla sicurezza come VV.FF, AUSL, forze dell’ordine).

Un Comune “semplificato”: impegno prioritario a semplificare:
– la regolamentazione comunale, laddove essa risenta di impostazioni culturali non più al passo coi tempi o risulti il frutto di un approccio “ipernormativo”;
– le procedure interne, al fine di snellirle e orientare anche gli uffici comunali all’ottica della collaborazione e della co-progettazione
– questi processi riformatori garantiscono legalità e trasparenza effettive nell’azione dell’amministrazione comunale e nel ruolo comunale di presidio della legalità all’interno del proprio territorio.

 

4) IL COMUNE E IL TERRITORIO FORLIVESE: L’UNIONE DEI COMUNI.

Forlì e le sue tre valli sono una risorsa reciproca (basti pensare allo sviluppo del turismo occasionato dalle mostre annuali del San Domenico e la complementare forza attrattiva rappresentata dal Parco delle Foreste Casentinesi): il progetto dell’Unione dei Comuni va rilanciato, ponendo mano a un nuovo patto fondativo con una nuova governance che veda capofila Comune e Sindaco di Forlì e nuove funzioni (ad es. servizi sociali e culturali) attribuite all’Unione, sul modello di Unioni vicine e in modo da acquisire maggior forza “contrattuale” nei confronti della Regione.

 

5) FORLI’ E IL TERRITORIO ROMAGNOLO: IL SISTEMA ROMAGNA

E’ sotto gli occhi di tutti l’esigenza irrinunciabile di pensare e pensarsi in logica “sistemica” di area vasta nei settori fondamentali (infrastrutture e viabilità, sanità e servizi pubblici, rapporti con la Regione e con le Istituzioni che operano a livello regionale, in primo luogo l’Università): senza campanilismi di vecchia o nuova data, ma anche salvaguardando le specificità e le eccellenze che caratterizzano la nostra città.

Oltre alla piena assunzione di responsabilità e di ruolo attivo all’interno degli organismi che – come in Sanità – attribuiscono specifici compiti e funzioni ai Sindaci del territorio, il Comune di Forlì dovrà farsi promotore di un primo passo significativo nella logica di un “sistema Romagna”, che potrebbe essere inizialmente rappresentato dalla formalizzazione di un confronto periodico fra i Sindaci delle principali città della Romagna.

 

6) UN PATTO COMUNALE PER IL LAVORO

Sulla scia del Patto regionale per il lavoro siglato il 20 luglio 2015, uno dei primi atti della futura amministrazione di centrosinistra sarà la sottoscrizione di un patto comunale per il lavoro con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le associazioni di categoria, le istituzioni pubbliche insistenti sul territorio, le istituzioni scolastiche e universitarie, gli istituti di credito, la locale Fondazione bancaria, il terzo settore.

Il patto potrebbe/dovrebbe esemplificativamente riguardare:

  • L’approntamento di procedure specifiche e la determinazione di tempi certi per miglioramento/realizzazione di insediamenti produttivi;
  • Esperienze innovative e collaborative di welfare aziendale e pluriaziendale in un’ottica di servizi anche di comunità;
  • Studio e realizzazione di sistemi di mobilità sostenibile (trasporti pubblici, bici, mezzi di trasporto privati condivisi) da e per le zone residenziali e le zone industriali e artigianali;
  • riduzione della tassazione (es. IMU) per le imprese virtuose che investono e si certificano in sicurezza lavorativa e ambiente;
  • sostegno e incentivi all’auto-imprenditorialità (a partire dal microcredito) e ai progetti di “impresa rigenerata” (workers buyout, cioè acquisto di una società da parte dei suoi dipendenti);
  • azioni positive in direzione dell’economia circolare.

7) PORTARE A COMPIMENTO I “CANTIERI” IN CORSO, CON ALCUNE PRIORITÀ’.

Ogni buon padre di famiglia sa che suo primo compito è quello di portare a termine i progetti avviati e non ancora conclusi da chi lo ha preceduto.
La coalizione di centrosinistra che si propone di governare la città nel quinquennio 2019-2024 non intende sottrarsi a questa regola di buongoverno e di buonsenso.
L’amministrazione di centrosinistra uscente lascia in eredità molte cose buone e numerosi progetti e cantieri di idee e di lavori tuttora in corso: primo impegno di chi si candida a succederle è, dunque quello di portare a compimento questi cantieri.

Tuttavia, proprio una buona amministrazione deve sapere indicare alla città e alla propria azione alcune priorità in ordine di tempo e di impiego delle risorse a disposizione.

Tra queste la coalizione di centrosinistra indica:

a) per la viabilità:

– il definitivo completamento della tangenziale
L’approvazione e il finanziamento del progetto ANAS per la realizzazione del 3° lotto è un’occasione da non perdere per completare insieme l’opera mancante (Tangenziale ovest) e “chiudere” l’anello con l’impegno comune di tutte le componenti della vita cittadina
– realizzazione del collegamento Forlì Cesena, a partire dal lotto già finanziato di raccordo tra zona industriale di Forlì e circonvallazione di Forlimpopoli.
– realizzazione di un adeguato e moderno collegamento tra Forlì e Ravenna che superi le criticità dell’attuale assetto della SS 67

b) la ristrutturazione e sistemazione definitiva del palazzo del Merenda (attuale sede della biblioteca comunale e della collezione Piancastelli)

c) la chiusura del secondo chiostro dell’ex convento San Domenico, quale precisa condizione posta dal M.I.B.A.C. per procedere agli ulteriori stralci (Giardino dei Musei)

 

8) SPAZIO ALLA CREATIVITÀ’ ARTISTICA delle giovani generazioni, alla generosità di artisti forlivesi più attempati, all’ospitalità di artisti di altre terre.

 

La città di Forlì vanta una straordinaria ricchezza di esperienze ed espressioni artistiche, musicali, teatrali messe in campo soprattutto dalle giovani generazioni e favorite dalla immissione di freschezza apportata al tessuto cittadino dagli studenti del campus universitario.
Si tratta, tuttavia, anche di uno dei frutti più fecondi delle intuizioni e dei progetti delle amministrazioni di centrosinistra degli anni ’80 del secolo scorso: il Progetto giovani e i Centri giovanili.
In forme nuove, quelle intuizioni possono essere riprese pensando a un possibile utilizzo di una o più strutture in corso di ristrutturazione o da ammodernare (Foro Boario, Campostrino, Fabbrica delle candele) come “casa comune” di queste esperienze ed espressioni artistiche.

Al contempo, altre strutture pubbliche attualmente oggetto di intervento potrebbero essere utilizzate per ospitare originali collezioni permanenti che artisti forlivesi affermatisi in campi particolari (libri pop up; macchine e sculture “viventi”) potrebbero essere disponibili a donare alla città.

Infine, la città di Forlì potrebbe mettere a disposizione di artisti nazionali e internazionali alcune “residenze d’artista” per soggiorni “creativi”, realizzazione di laboratori e di esposizioni di quanto realizzato durante questi soggiorni.

9) FORLI’ ANCORA PIÙ’ VERDE ANCHE CON L’IMPEGNO ATTIVO DEI SUOI CITTADINI

Già oggi Forlì è una delle città più verdi d’Italia: ma questa positiva specificità va incrementata.
Accanto all’attuale parco urbano, l’attuale polmone verde del fiume Ronco, già per buona parte classificato come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) a livello europeo potrebbe dar vita a un vero e proprio parco periurbano, di tipo seminaturalistico, posto tra il Ronco, Forlimpopoli e Carpena, lungo il corso terminale del Bidente.
Andrebbero create poi delle vere proprie “cinture verdi” attorno alla città e nuove aree verdi urbane, pubbliche e private, in modo da mitigare il fenomeno del riscaldamento climatico, particolarmente avvertibile nei centri storici.
Il servizio di manutenzione del verde pubblico va conseguentemente rafforzato e integrato/implementato con la collaborazione dei cittadini e dei quartieri, attraverso gli strumenti (accordi, “baratto amministrativo”) indicati al punto 1.

 

10) RIGENERAZIONE E RESIDENZIALITÀ ATTRATTIVA IN CENTRO STORICO.

La rigenerazione urbana deve mirare a rendere nuovamente attrattiva la residenzialità in centro storico e dunque favorire un incremento dei suoi abitanti.

Questa è la strada maestra per la soluzione dei problemi che attualmente si presentano nel nostro come nella maggior parte dei centri storici.

Una priorità consiste nel rivedere la specifica regolamentazione edilizia comunale al fine di poter realizzare in centro storico interventi che consentano il massimo utilizzo, vivibilità e dislocazione interna degli immobili e dei locali esistenti senza alcun aumento di volume e consumo di suolo: il tutto al fine di conseguire la sicurezza statica e antisismica degli immobili e la loro sostenibilità energetica e ambientale anche in centro storico, usufruendo delle relative agevolazioni fiscali.
Al contempo si tratta di offrire maggiore opportunità di parcheggio e sosta a residenti e non, attraverso un’opera di ristrutturazione e rifunzionalizzazione (sotto il profilo architettonico, del pregio e dell’utilizzo diversificato anche in forme di affitto/vendita di posti auto) dei parcheggi già oggi esistenti in centro e di cui non sono sfruttate le potenzialità (via dei Girolimini, via Lombardini, ex VV.FF.) o sono attualmente chiusi (parcheggio Vittoria).
Ciò consentirebbe di liberare dalle auto non solo alcune strade ma anche alcune delle nostre piazze più belle o, inizialmente, porzioni di esse.

Ecco il programma ufficiale!2019-04-30T15:17:36+00:00

Candidate e candidati della nostra lista civica

Ecco l’elenco dei candidati e delle candidate:

MARIAGRAZIA ACQUAVIVA Avvocato
DEA BIONDI Architetto
ERICA CANGINI Responsabile Ufficio Tecnico
MARZIA CASADEI Collaboratrice aziendale
CHIARA CASADEI TURRONI Dottore commercialista
DANIELA CIANI Consulente alla formazione di orientatori (formazione/lavoro)
SILVIA CIMATTI Impiegata
CHIARA DOMENICONI Allenatrice ginnastica ritmica
SUSI FARNETI Dipendente Formula Servizi, delegata sindacale
MONICA FUCCHI Insegnante primarie
ROBERTA GARAVINI Fisioterapista
MILENA GIUNCHI Impiegata
MARIA MACHEDA Funzionario Camera di Commercio della Romagna
PAOLA SABBATANI Artista, maestra di canto
PAOLA SILIMBANI Insegnante, pres. CIDI
CECILIA SPAZZOLI Studentessa, scout
LAURA STANO Insegnante primarie, autrice di libri per bambini
GIOVANNA TARANTOLA Insegnante
ANDREA AVANZOLINI Medico chirurgo ospedale Morgagni
PAOLO DI GIANNI Dottore commercialista
RAFFAELE DI PALO Medico di base
FABIO FABBRI Operatore tecnico Asl
MARIO GIOSA Insegnante al Liceo Classico
DOMENICO GRANDINI Psicologo
VALERIO MANZETTI PACCHETTI Militante sindacale, pensionato
FEDERICO MORGAGNI Ricercatore storico
MAURIZIO NALDI Coltivatore biologico, Coordinatore quartiere Romiti
PIETRO PAGLIONICO Educatore, coordinatore comunità psichiatrica
KAMEL TAALBI Commerciante
GIAMMARCO TASSINARI Musicista, digital marketing strategist
MATTEO VALTANCOLI Docente Università Laba
VICO ZANETTI Pubblicitario
Candidate e candidati della nostra lista civica2019-04-28T12:07:02+00:00

Eravamo ridiventati uomini

 

A 10 anni dalla Liberazione, nel 1955 il giurista, filosofo e senatore a vita italiano Norberto Bobbio, scomparso nel 2004, pubblicò presso l’editore Einaudi un volume sulla Resistenza intitolato “Eravamo ridiventati uomini“.

Così Bobbio parla della propria esperienza vissuta il 25 aprile di 10 anni prima: “…quel giorno, quando i partigiani entrarono in città… eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola… Da oppressi eravamo ridiventati uomini liberi. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà”.

E sull’impegno a inverare quell’esperienza e quel miracolo scrive parole che a più di 50 anni di distanza sento personalmente mie e sulle quali, credo, ognuno di noi dovrebbe meditare nella giornata di domani:

Non c’è che un modo per realizzare la Resistenza: ed è quello di continuare a resistere, ogni giorno, agli allettamenti che ci vengono dagli sbandieratori di facili miti o dagli amanti della confusione mentale; alle passioni incontrollate che ci spingono ora a destra ora a sinistra a seconda degli umori e degli eventi; alla seduzione della pigrizia che ci getta in braccio allo sconforto e ci rende inattivi e indifferenti. Un regime di libertà non si crea coi miti, ma con la chiarezza mentale applicata ai problemi socialmente utili; non si crea neppure con le passioni scatenate, anche se sublimi, ma con la moderazione del giudizio, con il controllo di sé, con la disciplina mentale; e neppure con la indifferenza ma con la partecipazione attiva ai problemi del nostro tempo. Si dice che per smuovere gli inerti ci vuol entusiasmo, e per suscitare entusiasmi ci vogliono miti. Ma a me pare che non ci sia nulla di cui valga più la pena di entusiasmarsi che la costruzione di una convivenza civile, in cui vi sia meno corruzione, meno furberia, meno spirito di sopraffazione, e maggior rispetto delle opinioni altrui insieme con maggiore riserbo nella espressione delle proprie”.

È lo spirito con cui ho inteso affrontare e intendo continuare ad affrontare questa non facile campagna elettorale: è la stella polare cui intendo affidarmi, senza riserve, nell’amministrare i prossimi 5 anni la città di Forlì se i cittadini forlivesi sceglieranno in libertà di eleggermi Sindaco.
Un impegno oneroso che sarei onorato di svolgere e un obiettivo che, con quell’entusiasmo alla costruzione di una convivenza civile cui Bobbio ci richiama, sono fortemente determinato a raggiungere.

Eravamo ridiventati uomini2019-04-24T16:11:01+00:00

Dal discorso di Pietro Calamandrei agli studenti milanesi nel 1955

«La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo.

“La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?”. Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: “Ma siamo in pericolo?” E questo dice: “Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda”. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda”. Quello dice: “Che me ne importa? Unn’è mica mio!”. Questo è l’indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

E quando io leggo nell’art. 2: “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale”; o quando leggo nell’art. 11: “L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: “La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo!
O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: ” l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”, esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: “Non è ammessa la pena di morte”, ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione».

Dal discorso di Pietro Calamandrei agli studenti milanesi nel 19552019-04-04T16:11:34+00:00