A 10 anni dalla Liberazione, nel 1955 il giurista, filosofo e senatore a vita italiano Norberto Bobbio, scomparso nel 2004, pubblicò presso l’editore Einaudi un volume sulla Resistenza intitolato “Eravamo ridiventati uomini“.

Così Bobbio parla della propria esperienza vissuta il 25 aprile di 10 anni prima: “…quel giorno, quando i partigiani entrarono in città… eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola… Da oppressi eravamo ridiventati uomini liberi. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà”.

E sull’impegno a inverare quell’esperienza e quel miracolo scrive parole che a più di 50 anni di distanza sento personalmente mie e sulle quali, credo, ognuno di noi dovrebbe meditare nella giornata di domani:

Non c’è che un modo per realizzare la Resistenza: ed è quello di continuare a resistere, ogni giorno, agli allettamenti che ci vengono dagli sbandieratori di facili miti o dagli amanti della confusione mentale; alle passioni incontrollate che ci spingono ora a destra ora a sinistra a seconda degli umori e degli eventi; alla seduzione della pigrizia che ci getta in braccio allo sconforto e ci rende inattivi e indifferenti. Un regime di libertà non si crea coi miti, ma con la chiarezza mentale applicata ai problemi socialmente utili; non si crea neppure con le passioni scatenate, anche se sublimi, ma con la moderazione del giudizio, con il controllo di sé, con la disciplina mentale; e neppure con la indifferenza ma con la partecipazione attiva ai problemi del nostro tempo. Si dice che per smuovere gli inerti ci vuol entusiasmo, e per suscitare entusiasmi ci vogliono miti. Ma a me pare che non ci sia nulla di cui valga più la pena di entusiasmarsi che la costruzione di una convivenza civile, in cui vi sia meno corruzione, meno furberia, meno spirito di sopraffazione, e maggior rispetto delle opinioni altrui insieme con maggiore riserbo nella espressione delle proprie”.

È lo spirito con cui ho inteso affrontare e intendo continuare ad affrontare questa non facile campagna elettorale: è la stella polare cui intendo affidarmi, senza riserve, nell’amministrare i prossimi 5 anni la città di Forlì se i cittadini forlivesi sceglieranno in libertà di eleggermi Sindaco.
Un impegno oneroso che sarei onorato di svolgere e un obiettivo che, con quell’entusiasmo alla costruzione di una convivenza civile cui Bobbio ci richiama, sono fortemente determinato a raggiungere.